Se è pur vero che la maggior parte
Se è pur vero che la maggior parte dei Tedeschi disapprovava le violenze contro gli Ebrei, non c'è però dubbio che l'antipatia verso di loro - facilmente alimentata in tempi di crisi - si estendesse ben al di là degli appartenenti al Partito Nazista. In effetti, la maggioranza dei Tedeschi perlomeno accettò, seppure passivamente, la discriminazione degli Ebrei. Un rapporto clandestino, preparato nel 1936 da un osservatore incaricato dai leader del Partito Social Democratico tedesco in esilio, segnalava: "La sensazione che gli Ebrei siano un'altra razza è oggi generalizzata."

Inoltre, nei periodi precedenti l'adozione di nuove misure contro gli Ebrei, campagne propagandistiche attentamente orchestrate crearono un'atmosfera di generale indifferenza nei confronti delle violenze contro di loro; oppure sfruttarono quelle stesse violenze - sia quelle organizzate che quelle spontanee - per incoraggiare un atteggiamento passivo e quindi l'accettazione delle leggi antisemite, che a quel punto venivano viste come strumenti per restaurare l'ordine pubblico. La propaganda che demonizzò gli Ebrei servì anche a preparare la popolazione tedesca - in un contesto di emergenza nazionale - a misure più dure, come le deportazioni e, alla fine, il genocidio.

[...] Nella Polonia occupata, la macchina propagandistica nazista affiancò la creazione dei ghetti e l'isolamento degli Ebrei dipingendo questi ultimi come una minaccia per la salute pubblica che richiedeva misure di quarantena; quella minaccia divenne, poi, una "profezia che si auto-adempie" grazie al fatto che gli amministratori tedeschi limitarono fortemente il rifornimento di cibo, acqua e medicinali agli abitanti dei ghetti. Film tedeschi "educativi" proiettati ai bambini nelle scuole polacche dipingevano inoltre "l'Ebreo" come un portatore di pidocchi e di tifo. Ad esempio, il governatore del distretto di Varsavia, Ludwig Fischer, riportò l'avvenuta distribuzione di "3000 poster giganti e 7000 più piccoli e di 5000 opuscoli" per informare la popolazione polacca della minaccia che gli Ebrei dei ghetti rappresentavano per la salute pubblica. L'alimentazione di queste paure limitò senza dubbio, e fortemente, la disponibilità degli altri cittadini ad aiutare gli Ebrei che vivevano nei ghetti della Polonia occupata.

https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/article/defining-the-enemy?fbclid=IwAR29V5EuhzvC4WrJVchrh70GEj5_VRq94Nt_mt2jWlF_h0j5uQ4ZZeWHaDc
In molti mi stanno scrivendo privatamente per chiedermi
In molti mi stanno scrivendo privatamente per chiedermi come mai da giorni non stia più postando sul profilo personale.
Il mio account è bloccato da 15 giorni (e probabilmente resterà in questo stato per altri quindici) a causa di un post, accusato in prima istanza di essere in violazione delle fantomatiche regole della community e poi in un secondo momento riammesso con tanto di scuse.
Durante questo periodo di blocco arbitrario continuerò a postare sulla mia pagina professionale (questa) e sul canale Telegram:

https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist

Di seguito il testo incriminato, che include un passaggio tratto dall'Enciclopedia dell'Olocausto.

La storia ci insegna che le derive autoritarie procedono di pari passo con la criminalizzazione del dissenso e con la dotazione di strumenti normativi che consentano di reprimerlo legalmente.
Stanno preparando il terreno per far sì che la popolazione percepisca il pensiero critico come una minaccia alla "salute nazionale" e accetti di buon grado l'approvazione di norme che consentano la "sterilizzazione" del dissenso.

IDENTIFICARE I "NEMICI".

"Diventai un Nazional Socialista perché ispirato dall'ideale di una Comunità Nazionale. Ciò che non avevo compreso, però, era l'alto numero di Tedeschi che non erano considerati degni di appartenere a quella comunità."
- Tratto dalle memorie scritte nel dopoguerra da una donna tedesca che aveva collaborato ai programmi nazisti per i giovani.

Uno dei fattori cruciali nella creazione di un gruppo coeso è l'individuazione e definizione di chi ne debba essere escluso. I responsabili nazisti della propaganda contribuirono alle politiche del regime in primo luogo identificando pubblicamente i gruppi destinati all'esclusione, poi incitando all'odio o all'indifferenza nei loro confronti e, infine, trovando i modi per giustificare agli occhi della popolazione l'emarginazione di quelle categorie.

La propaganda nazista giocò un ruolo fondamentale nella legittimazione del mito di una "comunità nazionale" [...] un aspetto di quel mito nazista era costituito dal fatto che non tutti i Tedeschi fossero i benvenuti in quella nuova Comunità. In questo senso, l'opera di propaganda collaborò a individuare chi sarebbe stato escluso dalla nuova società e a giustificare le misure prese contro coloro che venivano considerati "estranei"; tra questi, in particolare, gli Ebrei, la popolazione Sinti e Rom (Zingari), gli omosessuali, i dissidenti politici e tutti quei Tedeschi considerati geneticamente inferiori o addirittura un pericolo per la "salute nazionale" (in particolare persone affette da malattie psichiche o da handicap - sia fisici che mentali - gli epilettici, i sordi e i ciechi dalla nascita, gli alcolizzati, coloro che facevano uso di sostanze stupefacenti e altri).

Al rafforzarsi del controllo del regime sulla stampa e sull'editoria, dopo il 1933, i responsabili della propaganda crearono nuovi messaggi, adattandoli ai diversi tipi di pubblico, inclusi i tanti Tedeschi che non erano Nazisti e che non leggevano i giornali di partito. Le dimostrazioni pubbliche di antisemitismo nella Germania nazista assunsero diverse forme, da quelle contenute nei cartelloni pubblicitari a quelle pubblicate dai giornali, alle dichiarazioni rese nei fim o alla radio. Per i Tedeschi appartenenti alla classe media istruita - che si sentivano offesi dalle caricature più rozze - i responsabili della propaganda usarono un linguaggio e un punto di vista, sempre antisemiti, ma espressi in modi più sottili. Inoltre, professori universitari e leader religiosi conferirono rispettabilità a concetti anti-ebraici incorporandoli nelle loro lezioni e nei loro sermoni.

[...] la Legge sulla Cittadinanza del Reich definiva gli Ebrei "sudditi" dello stato, una specie di cittadini di seconda categoria.
[...] Una delle sequenze più famose del film antisemita L'Ebreo Errante paragona gli Ebrei a ratti portatori di malattie che invadono il continente e divorano le sue risorse. Il film inoltre si distingue per le rozze e vili caratterizzazioni.
Ansa ha rimosso l 39 articolo in meno
Forwarded from Giubbe Rosse
Ansa ha rimosso l'articolo in meno di cinque minuti. Comunque, non abbastanza perché non prendessimo uno screenshot. L'articolo sui può leggere su Quotidiano.net
Il processo overtoniano è stato guidato con estrema
[...] Il processo overtoniano è stato guidato con estrema abilità: solo in pochissimi si rendono conto di come siamo passati dall'etica del giornalismo al giornalismo dell'etica. I più pensano che le due espressioni abbiano il medesimo significato, e invece sono esattamente l'una l'opposto dell'altra. Non per caso, proprio mentre il paternalismo dei media diventa carattere dichiarato, impazza una lotta alla "disinformazione" che ha l'obiettivo di attestare la neutralità dei media, così come l'ostracismo dei dissidenti consoliderebbe un'altrettanto illusoria neutralità della scienza, e la sepoltura delle piazze "zerovirgoliste" la neutralità di una politica da tempo scaduta ad attività burocratico-amministrativa.

Tutto neutro, in questo nuovo mondo, proprio quando nulla è mai stato meno neutro. E la generazione di quel Sessantotto che cantava come non esistano poteri buoni, discute in diretta di come gestire il potere (ciò che oggi, ad ogni latitudine, viene ribattezzato "responsabilità") sotto l'egida di una ragione morale. Di una religione, che come tutte le altre può alla bisogna diventare "instrumentum regni". Di questo discutevano l'altra sera i nostri beniamini televisivi: di come amministrare un potere. Di come gestire un pubblico (questo è il nuovo nome di quelli che un tempo erano "cittadini"). Per il loro bene, è ovvio: quale regime ha mai detto il contrario?

https://ionovlog.wixsite.com/website-2/single-post/camilla-e-il-meta-giornalismo-dei-talk-show?fbclid=IwAR0h5hgUVEi5u4Oc_rgIUIH7d4BgMnCbu4voH0PBcWXEmHQHo6EGiKdW4Dw
È l ammissione che le leggi e i
[...] È l’ammissione che le leggi e i diktat arbitrari e discrezionali, gli obblighi ai quali il popolo deve sottostare “per il suo bene”, per “combattere il nemico invisibile e indomabile”, le misure acchiappacitrulli , largamente immotivate e ingiustificate, valgono solo per individui di serie B che meritano il novero tra i citrulli appunto, per aver dato credito a menzogna contraddittorie, a falsificazioni che si smentiscono da sole, a apocalittiche minacce e ricatti millenaristi. Qualcuno di questi non innocui creduloni, di questi patetici boccaloni, ha addirittura obiettato che la nomenclatura è autorizzata a prendersi qualche licenza in veste di avanguardia pedagogica del vaccino, come se non fosse lecito dubitare di una impennata dei consumi di soluzione fisiologica e come se in ogni paese dell’Occidente declinante alla carota della magica pozione non si accompagnasse l’inevitabile bastone della mascherina e del distanziamento, la cui vigenza è decaduta nei prati e nelle sale di Carbys Bay.

Si, non c’è speranza se l’unica disuguaglianza che vi salta agli occhi è quella, se la sola discriminazione di cui vi risentite è il bavaglio, quando da anni vi è stata tolta la parola e la voce per gridare la vostra collera. E non vi accorgete della benda che vi impedisce di vedere.

https://ilsimplicissimus2.com/2021/06/13/152036/amp/?fbclid=IwAR1xT6oW3rvCpymnr64H5L53hdvQ09-YP3ggyzBezXH3YteYx9l5KWMgAt8
CANADA FOCOLAIO DI VARIANTE DELTA IN OSPEDALE TUTTI
Forwarded from Giubbe Rosse
CANADA: FOCOLAIO DI VARIANTE DELTA IN OSPEDALE, TUTTI VACCINATI
Un focolaio di variante delta presso il Foothills Medical Center di Calgary (Alberta, Canada) sta suscitando non poche preoccupazioni presso le autorità sanitarie canadesi. 16 pazienti di due unità dell'ospedale, oltre a sei operatori sanitari, sono risultati positivi alla variante. L'aspetto interessante è che sei dei pazienti e cinque degli operatori sanitari hanno ricevuto due dosi del vaccino, mentre sette pazienti e un operatore sanitario hanno ricevuto una singola dose. Tutte le persone colpite sono state vaccinate con un vaccino mRNA.
"Siamo spaventati, molto preoccupati", ha detto Wayne Stopa, un'infermiera registrata e vicepresidente con United Nurses of Alberta (UNA) Local 115. "Molti di noi hanno già ricevuto i doppi vaccini... e scoprire che le persone sono ancora colpite dalle varianti delta è piuttosto preoccupante per tutto il personale". Delle 22 persone colpite una ha avuto bisogno di cure in terapia intensiva. (Fonte: CBC Canada)

Sarà un ottobre da ricordare.
NON IMPEDISCONO I CONTAGI NON SONO EFFICACI RISPETTO
Forwarded from Giubbe Rosse
NON IMPEDISCONO I CONTAGI, NON SONO EFFICACI RISPETTO ALLE VARIANTI E NON SI CONOSCONO I VERI EFFETTI: DOTT. STRAMEZZI
Non impedisce i contagi, non è efficace su tutte le varianti, non sappiamo ancora i veri effetti che potranno avere nel lungo periodo: sono i vaccini che, nonostante tutte le contraddizioni del caso, vengono proposti come l'unica soluzione capace di farci uscire dall'epidemia vigente. Anzi, qualcuno vorrebbe anche imporla come unica via possibile e obbligata. Ma come si è arrivati a questo punto? E come nascono i prodotti che oggi milioni di persone si sono già iniettati? "Sanno benissimo che il vaccino non impedisce il contagio. Io personalmente ho già curato pazienti con il Covid a mesi dalla seconda dose. Quando le varie casefarmaceutiche hanno fatto la sperimentazione, non hanno fatto la cosa più logica: vaccino a un gruppo, placebo a un altro gruppo, poi fra un mese controllo chi dei due ha sviluppato gli anticorpi. La seconda cosa, ancora più importante: una volta a settimana vi faccio un tampone, così capisco se qualcuno si è contagiato nonostante il vaccino. Questo non è stato fatto da nessuna casa farmaceutica. Loro sanno anche che su molte varianti non sono efficaci i vaccini. Quindi la loro politica qual è? Continuiamo a vaccinare con nuovi vaccini così li continuiamo a proteggere tutti. Non sanno neanche quanti mesi dura il vaccino. Tanto è vero che il generale Figliuolo ha già previsto che in ottobre dovranno essere vaccinati i novantenni, gli ottantenni, quelli delle Rsa: andiamo avanti così per tutta la vita? Ma stiamo scherzando? È una follia!" (Fonte: Radio radio)
RAVENNA hub vaccinale Pala De André Una ragazza
Forwarded from Giubbe Rosse
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RAVENNA, hub vaccinale Pala De André
Una ragazza viene portata via in barella dopo avere ricevuto il vaccino.

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